L'orto lieto | Ciò che pensi, diventa realtà
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Ciò che pensi, diventa realtà

Il pensiero è una forza creativa.
Ciò che pensi, diventa la tua realtà.

 

L’influenza dei pensieri.
Ricordate la scena del cucchiaino che viene piegato da Neo nel film “Matrix”?
Chi, almeno una volta nella vita, per gioco, non ha provato ad usare la forza del pensiero, magari solo per spostare un oggetto?
La possibilità che il nostro pensiero possa avere un effetto sulla realtà ha ispirato numerosi film e ha appassionato milioni di persone, tuttavia, nell’immaginario comune è rimasta un’ipotesi irreale, destinata alla fantascienza.
Eppure, moltissimi fisici quantistici e neuroscienziati, attraverso una serie di esperimenti, sono riusciti a dimostrare che il nostro pensiero in realtà è in grado di modificare il nostro campo d’esistenza.

 

Una delle scoperte più interessanti è da attribuire a Masaru Emoto, che con i suoi studi sulla memoria dell’acqua, riuscì a fotografare la forma che i cristalli dell’acqua assumono quando vengono sottoposti a diversi pensieri, suoni e parole scritte.

 

Osserviamo attentamente queste foto:
È facile notare che i cristalli, al pensiero “mi disgusti” o alla parola “cretino”, assumono una forma non lineare e disarmonica, al contrario della parola “pace” o al suono di “Imagine” di John Lennon che invece creano dei cristalli armonicamente simmetrici.

 

La risposta e l’intelligenza dell’acqua sono sconvolgenti in quanto, non solo l’acqua è in grado di differenziare diversi stimoli e di “catalogarli” come positivi o negativi, ma produce anche risposte coerenti.
La scoperta di Emoto ci conduce ad una riflessione profonda: se i pensieri e i suoni riescono a creare dei cristalli armonici, che effetto potrebbe avere nutrire pensieri d’amore e di pace nei confronti degli altri esseri umani, che sono composti per il 60 % d’acqua? Interessante quindi, è comprendere l’enorme danno che provochiamo a noi stessi e al resto dell’umanità quando coltiviamo pensieri d’odio e di divisione.

 

A tal proposito, fondamentale è stato lo studio e la scoperta de
“L’effetto Maharishi”.

 

Nel 1970 Herbert Benson e Robert Wallace, medici dell’università di Harvard, iniziarono alcuni studi sulle conseguenze e sugli effetti che la meditazione apporta al cervello. Analizzarono la MT, Meditazione Trascendentale, insegnata da Maharishi Mahesh Yogi, ottenendo misure concrete della diminuzione dell’ansia e dello stress nelle persone che praticavano regolarmente la MT.

 

La dimostrazione che la meditazione produce degli effetti positivi sugli individui che la praticano, portò all’idea che potesse apportare dei benefici indiretti anche sulle altre persone: per questo iniziarono gli studi sull’influenza che un gruppo di meditanti esercita sugli altri membri della società.

 

L’esperimento analizzava i cambiamenti, in percentuale, dei crimini, degli incidenti, dei decessi, quando la radice quadrata dell’1% della popolazione praticava la Meditazione Trascendentale. I risultati furono sorprendenti, dimostrando una diminuzione significativa degli episodi violenti.
Negli anni ’80 la ricerca fu replicata su scala mondiale, e si assistette ad effetti incredibili come l’attenuazione della conflittualità in zone di guerra, la riduzione dei morti nei conflitti e il rialzamento dei mercati azionari.

 

Questi sono solo alcuni tra gli studi più significativi che ci dimostrano, in maniera evidente, quanto i pensieri che coltiviamo o quelli a cui ci esponiamo, facciano un’enorme differenza nel realizzare il benessere e la serenità nostra e degli altri.

 

BIBLIOGRAFIA
MASARU EMOTO, La risposta dell’acqua, Edizioni Mediterranee, 2004

 

SITOGRAFIA
Dati delle sperimentazioni dell’Effetto Maharishi
https://meditazionetrascendentale.it/category/published-maharishi-effect-studies/

 

a cura del
Team l’orto lieto

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