L'orto lieto | Fioritura, raccolta e distillazionedell’olio essenziale di lavanda
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Fioritura, raccolta e distillazione

dell’olio essenziale di lavanda

È l’alba… tutto pronto in pochi minuti… chi posiziona il fornello per il distillatore, chi affila le forbici e prepara il taglia-siepi, chi dispone i teli e le cassette per la raccolta della lavanda.

 

Gli steli dritti con le spighe viola che si slanciano verso il cielo, raggi vegetali che irradiano nell’aria un inebriante balsamico profumo, il risultato dell’incontro tra la luce e la terra;
sottile strato in cui il laboratorio alchemico trasforma gli elementi in qualcosa di miracoloso, un miracolo che accade lentamente, sotto i nostri occhi.
Il risultato è questa elegante, meravigliosa piantina, delicata, ma austera che tocca in me il “tasto” della meraviglia, della bellezza e crea dentro un’atmosfera di stupore, pace e completezza!

 

Un campo di lavande, disposte in armoniosa fila, è un’opera d’arte che l’uomo ha creato con il divino pennello della natura.
Mi perdo immobile a contemplare questo spettacolo, e nell’aria, insieme ai profumi, si dissipa anche la mia mente.

 

A volte, a noi esseri umani, sembra non basti gioire della poesia offerta da ogni singolo attimo, e, volendo far perdurare l’estasi, cerchiamo di carpire, di appropriarci di qualcosa che possa dimostrarsi tangibile, eppure…

 

La rasatura delle lavande ha inizio: equipaggiati dei nostri strumenti potiamo e sagomiamo le file delle nostre piantine, raccogliamo gli steli e le spighe in cassette e, dopo pochi minuti, siamo davanti al distillatore ove adagiamo, a strati, la profumata raccolta.
È qui che il laboratorio alchemico scompone e separa quello che la natura ha messo insieme. 
Il vapore che sale porta con sé l’essenza della lavanda, la sua parte più nobile che, raffreddandosi nella serpentina, si condensa per essere poi versata in bottiglie.
L’olio, più leggero, si separa e, galleggiando in superficie, ci consente, facilmente, di separarlo dall’acqua.

 

Un grande volume di lavanda regala una piccolissima quantità di olio, ma nulla viene sprecato: l’acqua profumata che rimane verrà usata per il bucato, le pulizie, per profumare le mani, ma anche adoperata in cucina, per arricchire gustose ricette.
Gli steli, ora privi delle spighe viola, un pò esausti e ancora fumanti sembrano essere bocconi graditissimi alle nostre mucche che, in breve tempo, trasformano quella fibra in materiale per nuova vita.
Quanta costanza, attenzione, conoscenza e dedizione per arrivare a separare la parte più nobile da tutto il resto! Così come l’essere umano, che attraverso un profondo impegno cerca di conoscere e fare emergere la sua essenza, la parte più pura, quella che non dovrebbe mai essere oscurata e che ha come compito di condurre verso la pienezza del cuore.

 

E allora…viva la lavanda!

 

A cura del

Team l’orto lieto

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