L'orto lieto | Il sorriso permette all’anima di respirare. (Tutto ciò che avreste voluto sapere sui…denti…)
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Il sorriso permette all’anima di respirare.
(Tutto ciò che avreste voluto sapere sui…denti…)

Prima ancora di inoltrarvi nel mondo dei denti una cosa da tener presente:
volete denti belli, sani e in forma? SORRIDETE!
….e se avete un dente solo? Sorridete almeno con quello!

 

e ora armatevi di pazienza e curiosità e leggete tutto tutto dai….fino alla fine però…

 

Forse è dai tempi del ‘topino del dentino’ che abbiamo sempre creduto che i denti siano come delle escrescenze inerti del nostro corpo, adibite a triturare e macinare il cibo e a poco altro di più; da spazzolare con diligenza dopo i pasti, ma comunque destinate a cariarsi e a cadere prima o poi, sotto l’incessante azione del tempo e degli zuccheri ingeriti.

 

Beh, in realtà una simile credenza è ben lontana da come di fatto stanno le cose…

 

Ogni dente nel nostro cavo orale è un organo completo a tutti gli effetti: il risultato dell’interazione ed integrazione sinergica di più tessuti che cooperano allo svolgimento di una determinata funzione, e a tale scopo si strutturano al meglio per espletarla nella modalità più efficace possibile, in risposta a circoscritte condizioni ambientali sia interne che esterne.

 

Ogni dente è quindi un organo vivente, dotato di una propria circolazione arteriosa e venosa, una specifica innervazione, un metabolismo proprio, uno spazio articolare che lo accoglie e un sistema legamentoso che lo sospende e lo stabilizza.

 

Nella Fig. 1 possiamo apprezzare come ogni dente si installa e si articola all’interno di una cavità ossea (mandibolare o mascellare), chiamata alveolo dentario. L’osso stesso è costituito da trabecole organizzate come un nido d’api ed allineate secondo linee di forza ben precise, in modo da scaricare in maniera equa lo stress meccanico della masticazione su tutto il cranio.

 

Queste forze di tensione e compressione, insieme all’azione linguale, contribuiscono nei primi anni di vita e non solo, allo sviluppo di una sana dentizione, alla simmetria della crescita ossea della testa, alla formazione delle curve vertebrali (lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare). Da qui si evince l’importanza di una sana occlusione per la funzione generale dell’organismo.

 

Ma attenzione a non cadere nella banale conclusione che avere una buona occlusione significhi necessariamente avere denti dritti e allineati, come quelli reclamizzati nelle pubblicità dei dentifrici!

 

La posizione e la conformazione di un dente non sono affatto casuali, ma dettate dalla funzione che sono geneticamente chiamate ad assolvere. In altre parole, la forma e la struttura che possiamo apprezzare in ciascun dente, così come nella mascella e nella mandibola, altro non sono che ‘mineralizzazioni’ della loro funzione.

 

Fra l’altro, questa interdipendenza tra struttura e funzione non è affatto un fenomeno isolato, che rimane racchiuso in un preciso arco temporale del corpo umano, ma è alla base del costante adattamento che l’organismo rivela in risposta agli stimoli ambientali durante il suo intero ciclo vitale. Ad esempio, se la struttura di un dente o della mandibola subisce modifiche a seguito di un trauma, un intervento chirurgico o un processo infettivo, si verificano cambiamenti delle modalità di espletamento della funzione corrispondente, la quale a sua volta richiederà una qualsivoglia forma di riadattamento strutturale più congruo alle nuove necessità e condizioni ambientali. Pensate all’estrazione di un molare superiore: nell’arco di poco tempo il corrispondente inferiore estrude (ossia risale verso l’alto in questo caso), venendo a mancare ora il suo antagonista superiore che ne contrastava le forze masticatorie dal basso verso l’alto.

 

Quindi, se un dente è ‘storto’, oppure se la mandibola è deviata o se ci sono altre forme di allontanamento da quell’ideale di centratura che abbiamo in mente, dobbiamo considerare che esiste un equilibrio dinamico e costante tra forze meccaniche che ha determinato quella posizione e quella forma, nel tentativo di assolverne al meglio la funzione, date le specifiche circostanze contestuali dell’individuo in quel determinato momento della sua vita.

 

Quindi, forzare la dentizione a tutti i costi per avere un sorriso esteticamente bello, non può sempre avvenire senza causare conseguenze sul resto del cranio, delle curve vertebrali e sulla postura globale della persona. Fra l’altro, è opportuno ricordare che i denti e la mandibola non sono solo correlati alla funzione masticatoria, ma anche alla respirazione, alla fonazione, e alla deglutizione. Qualsiasi lavoro ortodontico finirà quindi col produrre un impatto più o meno apprezzabile sulla globalità di queste funzioni.

 

Teniamo presente che la mandibola mantiene rapporti articolari e muscolo-legamentosi con il cranio, la cervicale, con l’osso ioide e le scapole, influenzando la mobilità del rachide, degli arti superiori e del torace. Ciò avviene potenzialmente ad ogni respiro, deglutizione e masticazione che eseguiamo, come pure ad ogni parola che pronunciamo.

 

Secondo i principi osteopatici, durante la dinamica del passo, esiste una sincronicità crociata tra i movimenti dell’anca sinistra e quelli della mandibola di destra, così come tra anca destra e mandibola sinistra, rivelando di conseguenza un’interdipendenza tra mobilità mandibolare e quella degli arti inferiori fino all’appoggio del piede a terra.*

 

Pertanto, denti e mandibola interagiscono con la postura e la meccanica dell’intero organismo. Ma non solo. Secondo la medicina tradizionale cinese, ogni dente è percorso da specifici meridiani energetici che lo collegano con un organo del corpo e con la sua funzione (Fig. 2). Grazie quindi a queste linee di micro-elettricità che integrano i denti nel campo energetico unificato, è possibile valutare e trattare un organo grazie al suo corrispondente dentale e viceversa.

 

Non a caso, il padre dello screening elettrodermico, Reinhard Voll, ha concluso dopo decenni di ricerca che ben l’80% delle malattie organiche avrebbe un collegamento con i denti e il loro stato di salute [1]. Per dirla alla Nadine Artemis: “dal momento che i denti sono interconnessi con ogni organo e ogni ghiandola attraverso il circolo sanguigno, qualunque infezione ospitata dalla bocca non può non influenzare anche la salute generale” [2].

 

Torniamo ora all’anatomia. All’interno della cavità ossea alveolare, il dente è stabilizzato da un intricato sistema di fibre collagene, chiamato legamento parodontale. Quest’ultima svolge primariamente funzioni meccaniche di ammortizzamento elastico e di distribuzione delle forze agenti sul dente lungo l’ampia superficie del processo alveolare; ma presenta anche funzioni sensoriali, partecipando alla percezione del rapporto spaziale delle arcate durante la masticazione, della micro-mobilità dentale e per lo più delle forze compressive agenti sullo smalto. Infatti, ogni nostro dente è in grado di ‘sentire’ e ‘percepire’ grazie all’innervazione fornita dalle terminazioni nervose delle branche mascellari e mandibolare del nervo trigemino, uno dei maggiori nervi cranici. In risposta a tali informazioni sensoriali, riusciamo anche a modulare la forza e la direzione della nostra masticazione senza provocare danni evidenti sulle strutture dentali.

 

Interessante sapere che il nervo trigemino provvede anche all’innervazione delle meningi del cervello e di una buona parte delle arterie cerebrali, oltre a veicolare la sensibilità della faccia, della testa e del collo e a garantire l’innervazione motoria di alcuni muscoli masticatori. È facile intuire ora perché un dolore dentale può essere così acuto e profondo, oltre a provocare irradiazioni sul volto e in alcuni casi sul collo e la testa.

 

Le terminazioni nervose penetrano il dente attraverso un orifizio nell’apice dentale (ossia la radice), entrando così nel canale radicolare, seguendo lo stesso identico decorso dei vasi sanguigni. Già perché anche i denti sono adeguatamente irrorati dal circolo ematico, indispensabile per il rifornimento dei nutrienti utili al metabolismo cellulare nonché per la rimozione dei materiali di scarto. Infatti, una volta entrati nel canale radicolare, i capillari raggiungono la polpa dentale dove i nutrienti si diffondono verso l’esterno, venendo assorbiti prima dagli odontoblasti e poi dalla dentina: i primi sono cellule del tessuto connettivo che formano la superficie esterna della camera pulpare; la seconda è uno strato di tessuto mineralizzato che sostiene lo smalto.

 

Il fenomeno straordinario che si cela dietro questi rapporti anatomici, non è solo quello di un efficiente sistema di distribuzione dei nutrienti ma anche di un perfetto apparato di pulizia, auto-rigenerazione e auto-riparazione, pressocché infallibile se mantenute alcune condizioni….

 

Infatti, grazie ad un meccanismo di trasporto attivo, gli odontoblasti diffondono le sostanze vitali dai capillari nella camera pulpare fino alla dentina, nella quale poi i nutrienti passano attraverso milioni di tubuli microscopici prima di raggiungere lo smalto. Questo flusso benefico di liquido altamente nutriente per il sistema dentale è conosciuto come fluido dentinale.

 

Si tratta di una circolazione costante, seppur microscopica, che scorre in senso centrifugo dall’interno del dente verso l’alto e l’esterno, fino a raggiungere lo smalto e a formare una pellicola di essudato dalle funzioni nutritive, detergenti e antinfiammatorie. Infatti, partecipa alla rimozione delle tossine, nonché dei microbi che si depositano sullo smalto, prevenendo così carie dentali e patologie gengivali; in caso di incrinature dello smalto, il fluido vi si accumula facilitando la deposizione di minerali e sostanze necessarie alla costante ricostruzione del dente e al mantenimento della sua struttura.

 

Questo spazzolino naturale viene modulato dall’attività endocrina dell’asse ipotalamo-parotideo. Ogni volta che mastichiamo e percepiamo le sostanze ingerite, stimoli nervosi generano la risposta dell’ipotalamo nel cervello ad attivare specifici rilasci ormonali della parotide, una ghiandola grande che si trova tra l’orecchio e la mandibola. Sotto l’azione ormonale parotidea, il flusso dentinale viene stimolato e preservato nella sua corretta fisiologia.

 

Tuttavia, esistono dei soppressori del flusso dentinale che di conseguenza mettono a rischio la salute della nostra cavità orale e non solo. Lo zucchero alimentare, il saccarosio, è forse il primo tra essi. Infatti, l’ingestione di zuccheri e carboidrati raffinati, innalzano a picco il livello ematico di insulina, la quale inibisce la funzione regolatrice dell’ipotalamo e della parotide sul flusso dentinale. Quest’ultimo di conseguenza viene interrotto se non invertito, passando da una direzione centrifuga ad una centripeta, ossia fluendo dall’esterno verso l’interno del dente. Ciò determina il paradossale trasporto del carico acido, micotico e batterico del cavo orale, dallo smalto fino alla cavità pulpare, con rischi di danno ossidativo e demineralizzazione. Lo smalto viene deprivato del flusso detergente che lo nutre e viene così esposto maggiormente alla formazione di carie.

 

Non è quindi tanto il deposito di cibo o accumuli di zuccheri sullo smalto a causarne il deterioramento e il rischio di infezioni, quanto l’alterazione del normale e naturale flusso detergente. Le carie quindi, possono essere considerate vere e proprie malattie sistemiche, predisposte da un compromesso flusso dentinale, a sua volta causato da una risposta endocrina alterata da un’alimentazione ricca di cibi industriali ed additivi, oltre che povera di nutrienti.

 

Altri fattori soppressori del flusso dentinale sono elevati livelli di cortisolo rilasciato durante periodi prolungati di stress; alterazioni ormonali come nel caso delle disfunzioni tiroidee, stati di gravidanza e picchi di crescita dell’età puberale; antibiotici, fluoro e molte sostanze chimiche/sintetiche presenti nei prodotti comunemente usati per l’igiene orale.

 

L’apparato dentale è strutturato in un modo tale da garantire la sua funzione al meglio, se preservato in un ambiente salino e alcalino, ossia imbevuto in una saliva con un pH di poco superiore al 7. In tali condizioni, i denti si trovano nei requisiti ottimali per poter eliminare ogni minaccia di carie e preservare la propria salute, oltre a coadiuvare l’azione enzimatica e peptidica della saliva durante la masticazione.

 

Per questo, la salvaguardia dell’ecosistema del cavo orale si basa sul mantenimento di un delicato equilibrio tra processi acidificanti e alcalinizzanti. Un buon funzionamento del nostro apparato gastro-intestinale, insieme ad una corretta alimentazione sono alla base di questo fenomeno. Di fatto, zuccheri e farine raffinati, insieme ad alcol e fumo, sono tra le sostanze che acidificano maggiormente il pH della nostra saliva, il quale favorisce la patologia dentale e parodontale. Parallelamente, anche lo stress, la sedentarietà, infezioni ed antibiotici e molti altri farmaci ad azione sistemica provocano lo stesso effetto.

 

Al contrario, una buona idratazione, un regolare esercizio fisico, una dieta ricca di frutta e verdure generano un effetto alcalinizzante.

 

Se vogliamo aiutare la nostra dentizione quindi dobbiamo imparare ad assumere uno stile di vita sano e salutare.

 

In conclusione, i denti sono ben lontani dall’essere delle mere protuberanze inerti nella nostra bocca. Essi sono organi viventi a tutti gli effetti: sistemi auto-riparativi e autorigeneranti, che sentono, percepiscono, si muovono seppur in maniera impercettibile, secernono sostanze ad influenza sistemica sull’organismo, modellano costantemente la loro forma e struttura in base alle attuali circostanze ambientali, interagiscono meccanicamente e neurologicamente con il cranio, la cervicale, le spalle e indirettamente con tutto il resto del corpo; comunicano con specifici organi interni, a cui sono connessi da meridiani energetici; sono organi vivi in costante interazione con il sistema endocrino oltre che circolatorio, osseo e nervoso; organi che partecipano al nostro stato di salute grazie ai naturali processi fisiologici di cui sono i protagonisti nel cavo orale.

 

Ed eccoci ora, dopo questo bell’articolo redatto da un nostro collaboratore….e con più conoscenza riguardo ai nostri denti….però pensandoci bene alla fine ….l’uomo nasce senza denti, senza capelli e senza illusioni, e muore lo stesso, senza capelli, senza denti e senza illusioni……quindi boooo….

 

e così come mi ha raccontato un amico: “sono andato dal dentista e gli ho fatto notare, ‘Ho i denti gialli’. Lui mi ha risposto: ‘Ha provato a indossare una cravatta marrone?’

 

e per finire….lavatevi i denti perché ragazzi ‘con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti!’

 

*Non a caso, nelle valutazioni occluso-posturali, ci si avvale di una batteria di test manuali e strumentali per valutare se la posizione mandibolare e dentale sia la causa o l’effetto di un sintomo che può insorgere anche nell’estremità opposta del corpo, come un ginocchio o un piede.

 

 

a cura del Team
l’orto lieto

 

RIFERIMENTI

 

[1] Breiner, MA, 2011. Whole body dentistry: a complete guide to understanding the impact of dentistry on total health. Quantum Health Press, Fairfield (CT)

 

[2] Artemis, N, 2016. Cura i tuoi denti in modo naturale. Macro Edizioni, Cesena. p. 16.

 

Fig. 1. Rappresentazione schematica dell’anatomia dentale (www.freesmile.com)

 

 

Fig. 2. Mappa dente-organo (www.sorrisoesalutechioggia.it)

 

 

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