L'orto lieto | Le api montanare
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Le api montanare

Visto che è l’uomo a creare problemi seri alle api, bisogna portarle dove l’uomo non c’è:
questa è l’idea semplice, ma efficace trovata dall’apicoltore Vittoriano Ciaccia per salvaguardare le api, la sua passione.

 

Apicoltore da circa 40 anni, Vittoriano vive a Celano, un paese in Abruzzo, vicino ad Avezzano.
In tutti questi anni è riuscito a instaurare una relazione sempre più intima con queste creature meravigliose. Le osserva, parla con loro, le ascolta, divenendo, infine, un tutt’uno con loro come quell’uomo, suo idolo, la sua seconda passione, che è riuscito a vivere l’unità con tutti gli esseri, e di cui, Vittoriano conosce ogni singolo particolare: San Francesco.

 

Nel lungo periodo invernale, quando le api si ritirano negli alveari e non hanno più bisogno di cura, è sempre una grande prova per Vittoriano. “Mi mancano troppo”, dice. “Mi manca addirittura essere punto, perché in tal modo si crea un contatto importante”.
E così, durante l’inverno, quando la nostalgia diventa insostenibile, l’apicoltore si avvicina ad un alveare, appoggia un orecchio alla parete e bussa teneramente.
 Sentire quel ronzio, a lui caro e familiare, che vibra leggero nell’aria, lo rende immensamente felice!

 

 

Come ad una madre attenta e amorevole basta uno sguardo per capire il suo bambino, così a Vittoriano Ciaccia basta un battito di ali per sapere come stanno i suoi alleati. Se il ronzio trasmette armonia, vuol dire che tutto è in ordine, ma se le note di quel suono stonano nelle orecchie di Vittoriano…
Anche tramite l’olfatto l’apicoltore capisce in quale stato d’animo sono. Se le api sono felici, lasciano nell’aria il profumo della felicità, un profumo delicato, dolce, simile ad acqua zuccherata.

 

È noto a tutti che questo insetto, così importante per il nostro ecosistema, purtroppo, oggi, vive il periodo peggiore della sua esistenza. Milioni di popoli di api stanno morendo in tutto il mondo, soprattutto a causa dell’uso di pesticidi, dell’intrusione di parassiti, in seguito all’abuso di veleno nell’agricoltura. Questa, ha rappresentato un’enorme sfida per Vittoriano Ciaccia. A lungo ha cercato la via per favorire la sopravvivenza delle sue api. E infine…l’idea… semplice!

 

 Le porta in alto, nelle zone di montagna, zone che l’uomo da tanto tempo ha abbandonato. Lì non ci sono pesticidi e non ci sono neanche più i pastori con le loro mandrie. Così le api di Vittoriano, ogni giorno, possono prendere parte ad un appetitoso banchetto allestito grazie ad una grande varietà di fiori selvatici: nel mese di giugno viene servita la Stregonia (Sideritis Syriaca), a settembre la Santoreggia (Satureja Montana) e poi… mille altri che garantiranno quel delizioso miele Millefiori…per l’appunto.

 

 

Dopo tanto amore, cura e dedizione, nessuna meraviglia nel constatare che tanti sono i premi vinti dall’ apicoltura Ciaccia per il suo miele biologico di, è proprio il caso di dire, altissima qualità.

 

Alla domanda: “Cosa farebbe San Francesco oggi?”.
Vittoriano Ciaccia risponde: “Probabilmente avrebbe un blog e una pagina Facebook; non si metterebbe a ‘riparare’ la chiesa come una volta e, di certo, darebbe tutto se stesso per salvare la natura!”.

 

Estratti dall’articolo “Das bergige Land, wo der Honig fliesst” pubblicato il 31.05.2019 sul giornale di Zurigo Neue Zürcher Zeitung scritto dal nostro caro collaboratore Vivek Marc Zollinger

 

L’apicoltura Ciaccia è anche un agriturismo, frequentato soprattutto da pellegrini.
L’abitazione è fiancheggiata dal sentiero: “Con le ali ai piedi”, dedicato a San Francesco.
www.apicolturaciaccia.it

 

A cura del
Team l’orto lieto

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