L'orto lieto | Pizzica, ma non ‘mozzica’ ORTICA La pianta che rigenera.
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Pizzica, ma non ‘mozzica’

ORTICA

La pianta che rigenera.

 

Tanto tempo fa lessi un testo di astronomia che trattava del DNA cosmico. Gli scienziati erano riusciti a provare che un componente straordinario del DNA universale, sulla nostra Terra viene ben custodito da tre esseri viventi: le api, le formiche e… l’ortica!
La notizia mi scosse profondamente, poiché api, formiche e ortica suscitavano in me grande timore… a quel tempo, il solo pensiero di essere ‘toccata’ da ortiche, api e formiche mi spaventava a tal punto da evitarne ogni contatto.
Dopo poco, però, riuscii a fare amicizia con questi esseri straordinari.

 

In molti Paesi del mondo, imparai a riconoscere nell’ortica un’amica cara e iniziai ad ammirare ed apprezzare le sue proprietà curative raccogliendo le sue foglie birichine per farne gustosi risotti, ottime tisane e utili unguenti.

 

L’India, la patria del rispetto per ogni forma vivente, mi insegnò a riconoscere il divino anche nelle formiche e a rispettare la loro vita e la loro opera; quando entravano in cucina, imparai ad offrire loro dello zucchero, fuori casa, e a deviare il loro tragitto, costruendo piccoli muri di sale, per loro insormontabili; il sale è un ottimo e innocuo repellente per le formiche.

 

E le api…!
Avevo appena un anno di vita quando fui punta da una vespa…i miei genitori si spaventarono così tanto che la loro paura prese in me il sopravvento rimanendo nel bagaglio della memoria emotiva per molti anni. Non riuscendo a discriminare tra amiche api e vespe cattivelle, ogni volta che vedevo svolazzare qualcosa che somigliava ad una vespa, volavo anche io lontano lontano. Poi scoprii la differenza tra le buone e cattive vespe e mi inoltrai nel mondo formidabile delle api e ad apprezzare l’infinita opera che svolgono a beneficio dell’intero pianeta.
Da allora siamo diventate così alleate che appena i tempi burocratici ce lo permetteranno, le ospiteremo nella nostra azienda.
Non vedo l’ora!

 

In questa stagione, ancor prima che inizi l’estate, è sempre un’ottima abitudine dedicarsi a disintossicare il nostro organismo.
Madre Natura ha risorse straordinarie per ogni nostra ‘richiesta’.
Nei campi, ovunque, abbonda la straordinaria pianta
che pizzica, ma non mozzica:
l’ortica!

 

Le sue foglie pungono sì, ma in quel pizzicore vengono chiamate all’appello tante funzioni del nostro corpo che tendono ad addormentarsi, specie dopo mesi invernali di stasi… e non solo.

 

L’ortica ridesta dal sonno e dalla letargia. Attraverso la sua ‘puntura’ vengono infuse innumerevoli proprietà curative e il sistema immunitario inizia a cantare di gioia, ringraziando.

 

Ecco alcune proprietà di questo formidabile dono di Madre Natura:
le foglie contengono clorofilla in abbondanza, che conferisce alla pianta una spiccata proprietà antianemica.
L’ortica, sin dai tempi antichi, è stata usata contro anemie causate da mancanza di ferro o da perdite di sangue, perché il ferro e l’acido folico, in essa contenuti, stimolano la produzione dei globuli rossi.

 

La pianta possiede anche proprietà vasocostrittrice (contrae i vasi sanguigni) ed emostatica (ferma le emorragie), quindi è impiegata specialmente nei casi di emorragie nasali e uterine.
È utilissima anche per le donne che soffrono di mestruazioni abbondanti.

 

L’ortica viene usata anche in caso di convalescenza, denutrizione e di esaurimento, perché le foglie sono ricchissime di sali minerali, specialmente di silicio, che stimola il sistema immunitario, di fosforo, magnesio, calcio, manganese e potassio.

 

È ricchissima di vitamine B1, B2, B6, C, D e K, che la rendono remineralizzante, ricostituente e tonificante.
Assume con successo il ruolo di ‘prima donna’ nell’alimentazione vegetariana.

 

È una pianta eccellente per depurare il nostro sistema, ha una grande capacità di alcalinizzare il sangue e facilita l’eliminazione dei residui acidi del metabolismo, che sono strettamente legati a innumerevoli malattie tra le quali: affezioni reumatiche, artrite, calcoli renali, renella, iperglicemia, cistite e tante altre.

 

La sua azione benevola lenisce gli organi dell’apparato digerente, perché contiene piccole quantità di creatina, un ormone prodotto da alcune cellule del nostro intestino, che stimola la secrezione del succo pancreatico e la motilità dello stomaco e della cistifellea.
Quindi l’ortica facilita la digestione e migliora la capacità di assimilare i cibi.

 

I peli urticanti dell’ortica contengono istamina e acetilcolina, sostanze prodotte anche dal nostro organismo, che si attivano come trasmettitori degli impulsi nervosi del sistema neurovegetativo.
La cura per uso interno si può completare con urticazioni locali ad azione antinfiammatoria sull’articolazione dolorante.

 

Per uso esterno ha effetto emolliente, grazie al quale viene impiegata nel trattamento delle malattie croniche della pelle, specialmente in caso di eczemi, eruzioni cutanee e contro l’acne, pulisce, rigenera e rende più bella la pelle; è molto efficace anche contro l’alopecia.
I migliori risultati si ottengono assumendola per via orale e, al contempo, facendo applicazioni locali.

 

C’è tanto, tanto di più riguardo questa preziosa amica erba che, come alcuni di noi, punge, sì, ma a fin di bene!
Sono molti i ‘grandi’ nella storia, che l’hanno riconosciuta e apprezzata.
Il medico, botanico e poeta italiano del Rinascimento
Castore Durante, detto anche Castor Durante da Gualdo (Gualdo Tadino 1529 – Viterbo 1590) elencò una vastissima quantità di
“virtù di dentro” e “virtù di fuori” di questa meravigliosa pianta elogiandola nel “Herbario Novo”:
“È così notissima pianta l’ortica, che si conosce da ciascuno fino dalla notte oscura”.

 

Il mitico Maestro tibetano Milarepa durante un lungo periodo di ritiro spirituale si nutrì di sole ortiche nelle lodate altezze spirituali dell’Himalaya!

 

Ora, spero che, quando passeremo accanto ad una famiglia di ortiche, potremmo finalmente congiungere le mani in senso di riconoscenza e rispetto verso quelle foglioline che, magari, prima di leggerne le virtù, scansavamo in modo inconsapevole, disprezzandole o ancor peggio schiacciandole per farci spazio.
Nelle prossime pubblicazioni potrete trovare le ricette, infusi e leggende su questa meravigliosa pianta.

 

 

 

A cura del

Team l’orto lieto

 

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